Errori da evitare quando si avvia una start-up

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Errori da evitare quando si avvia una start-up

Errori da evitare quando si avvia una start-up

Nell’articolo “come avviare una start-up in Italia?” abbiamo visto come le idee innovative, la passione e la tenacia, da sole, non bastano affinché la propria start-up abbia le carte in regola per imporsi sul mercato con autorevolezza.

Solamente con un’efficace business strategy, una sostenibilità finanziaria a lungo termine e consulenti esperti al proprio fianco, un imprenditore può avviare la propria start-up con maggiore sicurezza di successo.

Avviare una start-up: i 5 errori da evitare

Dopo aver parlato delle azioni da compiere quando si avvia una start-up, è altrettanto importante evidenziare gli errori da non commettere, se si vuole sviluppare con rapidità il proprio progetto.

Tra i molteplici sbagli commessi spesso dagli imprenditori, ne abbiamo scelti cinque:

  1. Improvvisare.
  2. Scegliere un team non all’altezza.
  3. Sviluppare un prodotto/servizio non “validato” dal mercato.
  4. Non mettersi in discussione.
  5. Non svoltare/perseverare.

1) Improvvisare

Ogni imprenditore navigato sa che un’idea brillante, senza una solida strategia di business, avrà scarse chances di imporsi sul mercato.

Una scelta dei componenti del team o dei finanziamenti, senza un criterio logico, porta ad un rapido fallimento, nonostante l’innovatività del progetto. Lo stesso discorso vale anche per la scelta delle modalità di sviluppo del prodotto/servizio, in ogni fase di crescita della start-up.

Fidarsi dell’istinto, alcune volte, può portare al successo, ma navigare a vista conduce la start-up verso un fallimento certo.

Per questo la predisposizione di un business plan che chiarisca le modalità di sviluppo sostenibile del prodotto/servizio, descriva il mercato di riferimento e indichi le risorse necessarie per raggiungere il target prefissato, è fondamentale nella fase iniziale di ogni start-up.

Tale documento andrà modificato e rinnovato più volte nel corso del tempo, ma rappresenterà sempre il punto di riferimento per improntare le strategie future di business.

2) Scegliere un team non all’altezza

Alla base del successo di ogni start-up che ha rivoluzionato il mercato c’è sempre stato un team composto da persone qualificate, con caratteristiche comuni (passione, flessibilità, spirito di sacrificio e resilienza) e ruoli ben definiti all’interno della società.

Ognuno è in grado di contribuire alla crescita della start-up, mettendo in campo le proprie idee e la qualità del proprio lavoro, seguendo un programma stabilito dai manager e adattandosi con rapidità ai cambiamenti adottati nelle varie fasi dello sviluppo.

Contrariamente, una delle cause del fallimento è spesso l’assenza di persone con le caratteristiche sopra indicate o, peggio, la presenza di soggetti con caratteristiche opposte.

Il successo passa (soprattutto) dalla scelta di persone idonee ad attuare il progetto stabilito, in ogni settore dell’impresa:

  1. founders e stakeholders che condividano gli stessi obiettivi e siano disposti ad investire risorse economiche, tempo e competenze nella start-up;
  2. dipendenti e professionisti esterni specializzati, che sposino la filosofia lavorativa e l’etica della società;
  3. ruoli ben definiti ed un progetto chiaro e comprensibile per ogni team della start-up.

3) Sviluppare un prodotto/servizio non “validato” dal mercato.

Eric Ries, nel proprio best-seller “the lean start-up”, mette in guardia le start-up che trascorrono mesi a sviluppare un prodotto/servizio con lo scopo di renderlo perfetto prima del lancio sul mercato, per poi scoprire che i risultati non sono all’altezza delle aspettative.

Ogni prodotto/servizio, prima del lancio sul mercato, deve necessariamente passare attraverso diverse fasi di “validazione”, che ne saggiano la reale corrispondenza con le richieste dei consumatori e, di conseguenza, con la business strategy della start-up.

Un prodotto/servizio che si basa su un’idea innovativa, ma che non viene incontro alle reali necessità del consumatore (o che non tenga conto dei suoi feedback), rischia di far sprecare tempo e risorse alla start-up e di essere accantonato anzitempo dai manager.

4) Non mettersi in discussione

Continuando il discorso iniziato nel paragrafo precedente, va aggiunto che anche la start-up più efficiente e innovativa rischia di venire abbagliata dai risultati straordinari conseguiti in seguito al lancio del proprio prodotto/servizio sul mercato (i cd. indicatori delle vanità) e non prestare la dovuta importanza ad altri dati, che spingono invece verso un cambio di rotta immediato.

Ad esempio, se una start-up si focalizza sul numero dei clienti acquisiti ogni mese (e i conseguenti profitti ottenuti), ma perde di vista il ROI (return on investment) per ogni progetto che sta portando avanti, non sta crescendo in modo sostenibile e rischia di andare incontro al fallimento.

Per questo ogni manager deve sempre analizzare i dati nel loro complesso e mettere costantemente in discussione la propria metodologia di lavoro. Soprattutto se è a capo del team di una start-up innovativa.

5) Non svoltare/perseverare

Se i dati non sono in linea con la strategia di business, la start-up deve svoltare – accantonando  il progetto – o perseverare nello sviluppo del prodotto/servizio, apportando solo alcune modifiche?

Sicuramente alcuni indicatori molto importanti che consentono di prendere questa decisione sono la liquidità e il tempo che rimangono ad ogni start-up per poter perseverare nello sviluppo del prodotto. Se questi scarseggiano, l’impresa deve svoltare, o andrà incontro ad un fallimento annunciato.

Sicuramente, accantonare un progetto sul quale il/i team ha/hanno investito tempo, risorse economiche e passione è forse il passo più difficile, perché il fallimento non è mai accettato di buon grado.

Tuttavia, molte start-up hanno raggiunto il successo proprio grazie alla decisione di svoltare e concentrarsi sullo sviluppo di altri progetti o, semplicemente, modificare radicalmente la strategia seguita fino a quel momento per lo sviluppo dello stesso prodotto/servizio.

L’importanza di un business advisor

Avviare una start-up e lanciare un prodotto/servizio innovativo sul mercato comporta un rischio d’impresa maggiore rispetto a qualsiasi altra realtà imprenditoriale.

Per questo gli errori sopra descritti, soprattutto nella fase iniziale, rischiano di compromettere la crescita della start-up e portare i membri ad abbandonare il progetto.

Il nostro consiglio, soprattutto nelle prime fasi, è quello di affidarsi a professionisti seri, qualificati e con provata esperienza nell’attività di consulenza alle start-up e PMI innovative, poiché i costi sostenuti saranno quasi certamente inferiori rispetto a quelli che deriveranno da un’errata strategia predisposta autonomamente, senza alcun supporto esterno.

Il nostro Studio, grazie alla competenza e all’esperienza in tema di consulenza e assistenza alle start-up, sia in ambito legale che commerciale e societario:

  • fornisce a tutti gli imprenditori interessati ad avviare la propria start-up o a definire una business strategy ottimale, una consulenza e un’assistenza specifica nelle pratiche burocratiche e commerciali;
  • assiste i propri clienti nella fase di analisi del mercato, nella predisposizione del business plan e nella ricerca delle risorse economiche necessarie per finanziare la start-up;
  • affianca la società in ogni fase dello sviluppo, consigliando le migliori strategie commerciali e legali da attuare e gli errori da evitare.

Contattateci immediatamente ai numeri 0683521985 o 3711453121, oppure scriveteci all’indirizzo info@studiolegalecoscia.it per una consulenza specifica.

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