Come avviare una start-up in Italia?

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Come avviare una start-up in Italia?

Come avviare una start-up in Italia?

Prima di comprendere come avviare una start-up in Italia, è utile sottolineare che con il termine “start-up” ci si riferisce ad un’impresa costituita da meno di 5 anni che preveda, nel settore di riferimento, un nuovo modello di business rispetto a quello già presente sul mercato.

Come tutte le imprese neo costituite, le start-up devono affrontare molti ostacoli per tentare di acquisire la propria fetta di mercato. Molte di esse, nel giro di pochi anni, sono costrette a cessare l’attività a causa dei costi eccessivi, della saturazione del mercato o di altre molteplici ragioni, spesso riconducibili all’assenza di una strategia ottimale.

Avviare una start-up: quali sono i costi da sostenere?

Fin dalla fase iniziale (cd. pre seed) la start-up si trova ad affrontare spese necessarie per la costituzione, l’avviamento e lo sviluppo che, inevitabilmente, si rivelano superiori ai ricavi, almeno fino a quando il mercato non premierà le scelte strategiche effettuate.

Tra i costi principali che ogni start-up deve affrontare vi sono quelli per:

  • la costituzione e l’avviamento.
  • i permessi e le licenze;
  • il marketing e la pubblicità;
  • le pratiche legali e fiscali;
  • l’acquisto o la locazione dei locali, delle attrezzature e dei materiali;
  • il personale dipendente (stipendi, previdenza, assicurazione, ecc);
  • l’eventuale consulenza di professionisti esperti.

Per questo motivo è molto importante improntare una business strategy che indichi con precisione gli obiettivi di mercato che la società intende raggiungere in un preciso arco temporale e le spese necessarie per perseguirli.

Non solo idee brillanti: serve una strategia

Per avviare una start-up le idee brillanti, la passione e la determinazione sono fondamentali, ma da sole non bastano per rivoluzionare il mercato.

E’ necessario dapprima analizzare con obiettività le reali potenzialità della propria idea di business e, una volta accertata la fattibilità, utilizzare tutti gli strumenti per metterla in atto.

Ogni imprenditore di successo, quindi, deve necessariamente seguire i seguenti step:

  1. Analizzare le qualità e le reali prospettive di mercato dei propri prodotti o servizi: comprendere, cioè, se questi ultimi sono innovativi rispetto a quelli offerti dalla concorrenza o, almeno, abbiano sufficienti possibilità di ritagliarsi la propria nicchia di mercato. Per ottenere un buon riscontro, egli dovrebbe effettuare almeno:
    • un’analisi del mercato e dei competitors (es.: dimensione, fatturato, presenza sui social network, prodotti offerti e relativi prezzi, ecc.)
    • un sondaggio preliminare tra i consumatori o i diretti destinatari del prodotto/servizio offerto.
  2. Predisporre il primo business plan, cioè un programma dettagliato dello sviluppo della start-up, dalla sua costituzione sino all’immissione del prodotto/servizio sul mercato. Tale documento andrà modificato e rinnovato più volte nel corso del tempo, ma rappresenterà sempre il punto di riferimento per improntare le strategie future di business. Nell’articolo “Business plan per start-up: cosa tenere in considerazione?“, abbiamo parlato di come predisporre un corretto business plan.
  3. Scegliere il team che comporrà l’assetto societario:
    • soci che condividano gli stessi obiettivi e siano disposti ad investire risorse economiche, tempo e competenze nella start-up.
    • dipendenti e professionisti esterni specializzati, che sposino la filosofia lavorativa e l’etica della società.

Le risorse economiche per avviare una start-up

Una volta definita la strategia, per avviare una start-up è necessario reperire le risorse economiche per far fronte a tutte le spese indicate nel business plan.

Anche se il budget iniziale è ridotto, vi sono diversi strumenti a disposizione dell’imprenditore per ottenere i finanziamenti necessari all’avvio della start-up, tra cui:

i “Business Angels”: sono solitamente imprenditori o manager che intendono contribuire allo sviluppo della start-up dal punto di vista sia finanziario che lavorativo, mettendo in campo le proprie risorse economiche e competenze.

Il “Crowdfunding: un finanziamento collettivo richiesto alla comunità (solitamente del web), che può assumere diverse forme. La più efficace è l’equity crowdfunding, mediante la quale l’utente, tramite il proprio versamento, acquista un titolo di partecipazione della società (quote, azioni, ecc.).
Il crowdfunding rappresenta anche un ottimo strumento per sondare il gradimento, da parte dei consumatori, del progetto societario e dei prodotti/servizi offerti (vedi punto 1 del paragrafo “2. Strategia”).

I “Venture Capitalist: investitori (società, fondi d’investimento, ecc.) che mettono a disposizione il proprio capitale di rischio per finanziare l’avvio o la crescita di una società dal progetto solido, in cambio – generalmente – di una quota rilevante dell’impresa o di una posizione di rilievo nel CdA.

Incubatori e programmi di accelerazione: mettono a disposizione locali, attrezzature e le competenze dei propri professionisti per supportare lo sviluppo della business strategy della start-up. Ne abbiamo parlato in un precedente articolo (clicca qui per leggerlo).

Incentivi: l’Unione Europea, lo Stato italiano e le Regioni mettono a disposizione delle aziende innumerevoli incentivi – sotto forma di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto – per supportare i progetti di business e la presenza sul mercato internazionale.

Va ricordato che le persone fisiche che investono nel capitale di una start-up o PMI innovativa sono titolari di un credito d’imposta del 50%, ai sensi dell’art. 38, commi 7 e 8 del Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) (clicca qui per scoprire di più).
La nostra pagina “incentivi alle imprese” aggiorna periodicamente gli utenti su tutte le misure agevolative più rilevanti (clicca qui per aprirla).

L’importanza di un supporto legale e fiscale

Tra i dubbi che investono ogni imprenditore durante l’avvio di una start-up, vi è quello della scelta dei professionisti esterni (avvocati, commercialisti, web agencies, analisti di mercato, esperti del settore, ecc.) e dei relativi costi da sostenere per la consulenza e l’assistenza nello svolgimento delle attività indicate nei paragrafi precedenti.

Il nostro consiglio, soprattutto nelle prime fasi, è quello di affidarsi a professionisti seri, qualificati e con provata esperienza nell’attività di consulenza alle imprese, poiché i costi sostenuti saranno quasi certamente inferiori rispetto a quelli che deriveranno da un’errata strategia predisposta autonomamente, senza alcun supporto esterno.

Il nostro Studio, grazie alla competenza e all’esperienza in tema di consulenza e assistenza alle start-up, sia in ambito legale che commerciale e societario:

  • fornisce a tutti gli imprenditori interessati ad avviare la propria start-up o a definire una business strategy ottimale, una consulenza e un’assistenza specifica nelle pratiche burocratiche e commerciali;
  • assiste i propri clienti nella fase di analisi del mercato, nella predisposizione del business plan e nella ricerca delle risorse economiche necessarie per finanziare la start-up;
  • affianca la società in ogni fase dello sviluppo, consigliando le migliori strategie commerciali e legali da attuare.

Per maggiori informazioni potete contattarci ai numeri 0683521985 o 3711453121, oppure potete scriveteci all’indirizzo info@studiolegalecoscia.it.

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