Assegno di mantenimento all’ex coniuge: la Suprema Corte rivoluziona i parametri

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Assegno di mantenimento all’ex coniuge: la Suprema Corte rivoluziona i parametri

Assegno di mantenimento all’ex coniuge: la Suprema Corte rivoluziona i parametri

La Prima sezione della Corte di Cassazione, lo scorso 10 maggio, ha pubblicato una sentenza dal contenuto rivoluzionario, che si discosta totalmente dall’orientamento seguito dagli stessi Giudici di legittimità negli ultimi 27 anni.

La Suprema Corte, in particolare, ha ritenuto che, per valutare la sussistenza del diritto all’assegno di mantenimento da parte dell’ex coniuge che ne faccia richiesta al Tribunale, non si debba più adottare il parametro del tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio, bensì del raggiungimento o meno dell’indipendenza economica in seguito al divorzio.

Il Giudice, quindi, durante il procedimento, deve accertare se l’ex coniuge richiedente abbia raggiunto l’indipendenza economica o sia in possesso di tutti i requisiti per ottenerla.

In caso di esito positivo, dovrà rigettare la richiesta.

L’assegno di mantenimento

Quali sono i requisiti prescritti dalla legge affinché si configuri il diritto di uno degli ex coniugi ad ottenere tale assegno?

L’art. 5, 6°co., della Legge 898/1970 (che ha introdotto l’istituto del divorzio) stabilisce che l’attività del Giudice debba articolarsi in due fasi distinte:

  • la prima è diretta a verificare l’an debeatur (la sussistenza dei requisiti fondanti il diritto fatto valere) della richiesta dell’assegno mensile: se il soggetto disponga o meno dei mezzi economici adeguati “o comunque non (possa) procurarseli per ragioni oggettive”.
  • La seconda, invece, si configura solo in caso di esito positivo della prima ed è diretta a valutare il quantum debeatur (l’importo dell’assegno mensile). Il Giudice dovrà tener conto “delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare … del reddito di entrambi, e … (del)la durata del matrimonio”.

La ratio dell’art. 5 suindicato, secondo la giurisprudenza di legittimità, ha il suo fondamento nel dovere costituzionale di solidarietà economica (artt. 2 e 23 della Costituzione), che impone al coniuge “forte” di prestare assistenza a quello finanziariamente più debole anche in seguito allo scioglimento del vincolo coniugale.

Ne deriva, secondo la sentenza n°11504/2017, che l’assenza dei requisiti fondanti l’an debeatur – e quindi delle ragioni di solidarietà economica – renderebbe infondato il diritto ad ottenere il mantenimento.

L’orientamento giurisprudenziale precedente

Il precedente orientamento giurisprudenziale, sviluppatosi in seguito alle sentenze nn. 11490 e 11492 del 1990 delle Sezioni Unite della Suprema Corte, utilizzava quale parametro di riferimento, per valutare l’adeguatezza dei mezzi dell’ex coniuge richiedente, “il tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente e ragionevolmente fondarsi su aspettative maturate” nel corso del medesimo.

L’applicazione di tale parametro da parte dei giudici, negli ultimi 27 anni, invece di ri-equilibrare i rapporti patrimoniali tra i coniugi, ha determinato, in molti casi, un’ ingiustificata “rendita vitalizia” in favore del coniuge beneficiario, in evidente contrasto con il fine di “solidarietà economica” previsto nelle intenzioni del Legislatore.

Il criterio dell’autosufficienza ed indipendenza economica.

L’esigenza di ri-equilibrare una prassi giudiziaria ormai consolidata ha spinto la Suprema Corte a fornire un’interpretazione più restrittiva dell’art. 5, comma 6, della Legge sul Divorzio, prescrivendo come nuovo parametro di riferimento per la valutazione sull’an debeatur non più il tenore di vita, ma la mancanza d’indipendenza o autosufficienza economica dell’ex coniuge che ne faccia richiesta.

Le motivazioni

Secondo i Giudici di legittimità, infatti, l’applicazione del parametro del tenore di vita in costanza di matrimonio non solo “non è più attuale”, ma contrasta radicalmente con la natura stessa dell’istituto del divorzio e dei suoi effetti (estinzione degli obblighi di natura morale ed economica tra i coniugi) per le seguenti ragioni:

  1. Determina un’indebita prospettiva di ultra-attività del vincolo matrimoniale.
  2. Considera il beneficiario come parte di un rapporto matrimoniale ormai estinto anche sul piano economico-patrimoniale.
  3. induce inevitabilmente a confondere le due fasi in cui si esplica l’attività di accertamento del Giudice di merito.
  4. Il matrimonio ormai è concepito come un atto di libertà e autoresponsabilità, nonché “luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita … dissolubile”.
  5. può tradursi in un “ostacolo alla costituzione di una nuova famiglia successivamente alla disgregazione del primo gruppo familiare“.

Pertanto, secondo la Suprema Corte, il Giudice di merito, nella fase della valutazione sull’an debeatur, deve fare esclusivo riferimento alle condizioni economiche del soggetto richiedente.

Solo nella successiva fase della determinazione dell’importo del mantenimento potrà procedere ad un giudizio comparativo tra le rispettive posizioni personali e patrimoniali degli ex coniugi, sulla base dei criteri dettati dall’art. 5, 6°co., L. 898/1970.

L’attribuzione dell’assegno divorzile, infatti, non ha lo scopo di riequilibrare le condizioni economiche degli ex coniugi, ma di assistere il beneficiario sino al raggiungimento dell’indipendenza economica.

I 4 indici di prova

Fatte tali premesse, la Corte ha individuato quattro indici principali per accertare, nella fase di valutazione sul diritto all’assegno, la sussistenza o meno dell’indipendenza economica e, quindi, dell’adeguatezza dei mezzi e/o della possibilità di procurarseli per ragioni oggettive:

  1. il possesso di redditi di qualsiasi specie.
  2. L’eventuale possesso di cespiti patrimoniali mobiliari e/o immobiliari, tenuto conto anche degli oneri e del costo della vita nella dimora abituale.
  3. Le capacità e le effettive possibilità di lavoro, in relazione alla salute, all’età, al sesso e al mercato del lavoro dipendente o autonomo.
  4. La stabile disponibilità di una casa in cui abitare.

L’onere di dimostrare la sussistenza di tali requisiti spetta ovviamente al soggetto che fa richiesta dell’assegno di mantenimento. Tuttavia, mentre in alcuni casi la prova è agevole (ad es.: la disponibilità di un’abitazione), in altri casi lo è molto meno (le capacità e le effettive possibilità di lavoro indicate al punto 3).

Considerazioni finali

La sentenza n°11504 del 2017 , da un lato, rappresenta sicuramente una svolta nel panorama giudiziale e, forse, tenderà a ri-equilibrare i rapporti post-divorzili, evitando che il matrimonio continui a rappresentare per molti un business a svantaggio dell’ex coniuge economicamente più forte.

Dall’altro lato, però, è bene ricordare che i principi di diritto espressi dalla Suprema Corte non sono vincolanti per i Giudici di merito. Questi ultimi, infatti, trovandosi a decidere su fattispecie analoghe, avranno la facoltà di attenersi al principio espresso dalla Cassazione in quest’ultima sentenza o discostarsene, preferendo aderire al precedente orientamento giurisprudenziale.

IN SINTESI

La Suprema Corte, con la sentenza n°11504/2017, ha ritenuto che il giudice, per valutare la sussistenza del diritto all’assegno di mantenimento da parte dell’ex coniuge che lo richieda, non debba più adottare il parametro del tenore di vita tenuto da quest’ultimo in costanza di matrimonio, bensì del raggiungimento o meno dell’indipendenza economica in seguito al divorzio.

Tale accertamento sarà basato su quattro indici di prova:

  1. il possesso di redditi; 2) il possesso di cespiti patrimoniali mobiliari e/o immobiliari; 3) le capacità e le effettive possibilità di lavoro; 4) La stabile disponibilità di una casa in cui abitare.

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Divorce check for the ex husband/wife: the Supreme Court revolutionises the parameters

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Divorce check for the ex husband/wife: the Supreme Court revolutionises the parameters

Divorce check for the ex husband/wife: the Supreme Court revolutionises the parameters

The First Section of the Supreme Court, on May 10 issued a ruling by the revolutionary content, which is a complete departure orientation followed by the Judges of legitimacy over the past 27 years.

The Supreme Court, in particular, held that, in assessing the existence of the maintenance allowance from a former spouse who requests the Court, should no longer take the life of the content parameter held constant marriage but rather the achievement or otherwise of ‘ economic independence through divorce.

The Judge, therefore, during the proceedings, shall ascertain whether the applicant former spouse has reached the ‘ economic independence or is in possession of all the requirements to obtain it .

If successful, it will reject the request.

The child support

What are the requirements prescribed by law that you configure the right to one of the former spouses to obtain such a check?

Article. 5, 6th co., Of the Law 898/1970 (which introduced the institution of divorce) it states that the activities of the judge should be structured in two distinct phases:

  • the first is in charge of ascertaining the in n debeatur ( the existence of the fundamental requirements of the right relied on) the monthly allowance request: if the entity has or not the appropriate means “or not (can) obtain them for objective reasons “.
  • The second, however, appears only in case of a positive outcome of the first and is intended to evaluate the quantum debeatur (the monthly amount of the check). The judge  must take into account “the conditions of the spouses, of the reasons for the decision, personnel and economic contribution made by each of the family … of both income and … (of) the length of the marriage.”

The ratio art. 5 above, according to the Court’s legitimacy, it has its foundation in the constitutional duty of economic solidarity (Art. 2:23 of the Constitution), which requires the spouse “strong” to lend assistance to the financially weaker even after the dissolution of the marital bond.

It follows, according to the decision No. 11504/2017, that the absence of the fundamental requirements l ‘ an debeatur – and therefore of economic solidarity reasons – make unfounded the right to obtain maintenance.

The previous case-law

The previous case-law, developed in response to judgments nos. 11490 and 11492 of 1990 of the United Sections of the Supreme Court, used as a benchmark to assess the appropriateness of the means of the former applicant spouse, “the same standard of living that had in wedlock , or who could legitimately and reasonably be based on matured expectations “during the same.

The application of this parameter by judges, for the past 27 years, instead of re-balance the property relations between the spouses, has led, in many cases, a ‘unjustified “annuity” in favor of the beneficiary spouse, in evident contrast with the aim of “economic solidarity” foreseen in the legislator’s intentions.

The policy of self-sufficiency and economic independence.

The need to re-balance a well-established judicial practice has prompted the Supreme Court to provide more restrictive interpretation of Article. 5, paragraph 6, of the Divorce Act, prescribing as a new benchmark for the assessment involved ‘ an debeatur no longer the standard of living, but the lack of independence or self-sufficiency of a former spouse who requests it.

The motivations

According to the judges of legitimacy, in fact, the application of the life of the content parameter in wedlock is not only “no longer relevant”, but radically contradicts the very nature of the institute of divorce and its effects (repayment obligations moral and economic association between the spouses) for the following reasons:

  1. It determines undue prospect of ultra-activity of wedlock .
  2. Consider the recipient as part of a marriage relationship now also extinct on the financial plan.
  3. inevitably it leads to confuse the two phases in which it is expressed, the verification activity of about Judge.
  4. The wedding is now conceived as an act of freedom and self-responsibility , and “place of suffering and effective communion of life … dissolvable”.
  5. It can result in an ” obstacle to the establishment of a new family after the break-up of the first family group “.

Therefore, according to the Supreme Court, the Judge about at the stage of evaluation on ‘ an debeatur , must refer exclusively to the economic conditions of the applicant.

Only in the next step of determining the amount of maintenance can proceed to a comparative judgment between the respective personal and financial positions of the former spouses , on the basis of the criteria of Article. 5, 6th co., L. 898/1970.The attribution of the check divorzile, in fact, is not intended to rebalance the economic conditions of the former spouses, but to assist the beneficiary until they reach economic independence .

The 4 test indexes

Given these provisos, the Court identified four indices main to ascertain, in the evaluation phase on the entitlement, the existence or otherwise of economic independence and, thus, the adequacy of the means and / or the ability to obtain them for reasons objective:

  1. the possession of income of any kind.
  2. Any possession of securities estate assets and / or property , taking account of the charges and the cost of living in the habitual residence.
  3. The ability and actual ability to work, in relation to health, age, gender and the employee’s employment or self.
  4. The permanent availability of a home in which to live.

The burden of proving the existence of these requirements obviously it is up to the person who makes the request of maintenance. However, while in some cases the test is easier (eg .: availability of accommodation), in other cases it is much less (the capacity and the actual working possibilities indicated in point 3).

final Thoughts

The decision No. 11504 of 2017, on the one hand, is definitely a turning point in the criminal scene and perhaps tend to re-balance the post-divorzili relationships, avoiding that marriage continues to be for many a business to the detriment of the former economically stronger spouse.

On the other hand, however, it remembers that the legal principles expressed by the Supreme Court are not binding on the judges of merit. These latter, in fact, being to decide on similar cases, will have the right to follow the principle expressed by the Supreme Court in the latter judgment or depart from it, preferring to adhere to the precedent orientation.

IN SUMMARY

The Supreme Court, in its decision No. 11504/2017, held that the judge, to evaluate the existence of the maintenance allowance from a former spouse who requests it, should no longer take the parameter of the standard of living held by the latter in wedlock, but the achievement or otherwise of ‘ economic independence through divorce.

This determination will be based on four test indexes:

  1. possession of income; 2) the possession of movable capital assets and / or real estate; 3) the capacity and the actual employment opportunities; 4) The availability of a stable home in which to live.

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