Danni cagionati o subiti dai minori: chi ne risponde?

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Danni cagionati o subiti dai minori: chi ne risponde?

Danni cagionati o subiti dai minori: chi ne risponde?

L’art. 2048 del Codice civile prescrive a carico dei genitori (e dei soggetti ad essi espressamente equiparati: tutore ed affiliante) la responsabilità per il fatto illecito commesso dai figli minorenni con essi conviventi.

Egualmente responsabili per i danni cagionati dal fatto illecito degli allievi sono i precettori, coloro che insegnano un mestiere o un’arte e i loro apprendisti, nel tempo in cui i minori sono sotto la loro vigilanza.

La presunzione di colpa

La norma configura, secondo una parte della giurisprudenza, una forma di responsabilità diretta a carico dei genitori e degli insegnanti, per non aver impedito che i figli o gli allievi commettessero il fatto illecito.

Secondo un altro orientamento, invece, sussisterebbe una responsabilità oggettiva e indiretta a loro carico, che renderebbe quasi impossibile liberarsi dalla presunzione di colpevolezza.

Quest’ultima, infatti, si fonda su tre elementi:

  1. la culpa in educando (la responsabilità per l’educazione trasmessa);
  2. la culpa in vigilando (la responsabilità per la mancata vigilanza dei minori);
  3. la coabitazione (solo per la responsabilità genitoriale).
La culpa in educando e in vigilando

La colpa dei genitori o dei maestri viene individuata in un comportamento antecedente la commissione dell’illecito, cioè nella violazione dei doveri di educazione e vigilanza, prescritti dall’art. 147 del cod. civ., che determinerebbe (in)direttamente la commissione del fatto illecito da parte dei minori.

L’inadeguatezza dell’educazione impartita e della vigilanza esercitata sul minore può desumersi dalle modalità con cui si verifica il fatto illecito, che possono rivelare il grado di maturità e di educazione del ragazzo, conseguenti al mancato adempimento dei doveri incombenti sui genitori.

La coabitazione

Ultimo elemento indicato dall’art. 2048 cod. civ. per configurare la responsabilità dei soli genitori o tutori (non degli insegnanti, dunque), è rappresentato dalla coabitazione, cioè dalla stabile convivenza con questi ultimi.

Tuttavia, affinché la responsabilità genitoriale venga meno, non è sufficiente che il minore si allontani temporaneamente da casa (ad es: per andare in vacanza o per motivi di studio): è necessario che egli abbandoni stabilmente la propria dimora.

La responsabilità dei genitori/tutori in caso di affidamento del minore ad un terzo.

La giurisprudenza ha chiarito inoltre che, nel caso in cui i genitori affidino il minore ad un terzo (anche ad un insegnante), essi non vengono liberati dalla presunzione di colpa per i danni provocati dal fatto illecito commesso dal figlio.

L’affidamento del minore a terzi, infatti, solleva il genitore dalla presunzione di colpa per omessa vigilanza (che ricade sul soggetto al quale viene affidato), ma non da quella per l’educazione allo stesso impartita, dalla quale dovrà liberarsi nei modi sopra indicati.

La prova liberatoria

I genitori o gli insegnanti possono liberarsi da questa presunzione di colpa?

Certo, ma devono dimostrare di non aver potuto impedire il fatto, cioè di:

  1. aver impartito al minore un’educazione adeguata, “sufficiente ad impostare una corretta vita di relazione in rapporto al suo ambiente, alle sue abitudini ed alla sua personalità” (Cass. Civ., sez. III, 22 aprile 2009, n. 9556);
  2. aver esercitato su di essi una vigilanza adeguata all’età, diretta ad evitare manifestazioni d’indisciplina, negligenza o irresponsabilità nello svolgimento di attività suscettibili di arrecare danno a terzi (come ad esempio la circolazione stradale).

IN SINTESI

L’art. 2048 del Codice civile pone a carico dei genitori e degli insegnanti una presunzione di responsabilità per il fatto illecito commesso dai figli con essi conviventi o – nel caso degli insegnanti – degli allievi sotto la loro vigilanza.

Tale presunzione di colpa viene individuata nella violazione dei doveri di educazione o vigilanza prescritti dall’art. 147 c.c., che può ricavarsi dalle modalità con cui si verifica il fatto illecito. Esse, infatti, possono rivelare il grado di maturità e di educazione del ragazzo, conseguenti al mancato adempimento dei doveri incombenti sui genitori.

Per liberarsi da tale presunzione di responsabilità, i genitori o gli insegnanti devono dimostrare di non aver potuto impedire il fatto, cioè di:

  1. aver impartito al minore un’educazione adeguata;
  2. aver esercitato su di essi una vigilanza adeguata all’età.

Lo studio dell’Avvocato Marco Coscia offre consulenza e assistenza legale a tutti coloro che ritengono di aver subito un danno provocato da un minore, nonché ai genitori e agli insegnanti chiamati a rispondere del fatto illecito commesso o subito dai propri figli o allievi.

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Damages caused or suffered by minors: who does answer?

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Damages caused or suffered by minors: who does answer?

Damages caused or suffered by minors: who does answer?

L ‘ art. 2048 of the Civil Code prescribes paid by the parents (and the persons equated to them specifically: tutor and franchisor) the liability  for the unlawful act committed by minor children with them living together .

Also responsible for any damage caused by the unlawful act of the students  are the tutors, who teach a craft or an art and their apprentices, at a time when children are under their supervision.

The presumption of guilt

The standard set up, according to the case-law, a form of direct responsibility  charged to parents and teachers, for failing to prevent the children or students commit the offense.

According to another approach, however, there would be a responsibility objective and indirectly  dependent on them, which would make it almost impossible to break free from the presumption of guilt.

The latter, in fact, is based on three elements:

  1. The  culpa in educating  (the responsibility for the education transmitted);
  2. The culpa in supervising  (the responsibility for the failure of the child supervision);
  3. the cohabitation (for parental responsibility only).
The culpa in educating and in ensuring

The fault of parents or teachers is found in the prior behavior of the offense, that is in violation of education and supervisory duties, prescribed by art. 147 cod. civ., that would result ( in) directly to the commission of unlawful acts by minors.

L ‘ inadequacy of education imparted and exerted on the lower watch can be inferred from the mode with which occurs the tort, which can reveal the degree of maturity and education of the boy, consequent to the non-fulfillment of the obligations incumbent on parents .

cohabitation

Last element indicated by art. 2048 cod. civ. to configure the sole responsibility of the parents or guardians (not teachers, then), it is represented by cohabitation , ie the permanent coexistence with the latter.

However, that parental responsibility is not, it is not enough that the child is temporarily away from home (eg: to go on vacation or for study): he must abandon his home permanently.

The responsibility of parents / guardians in case of custody of the child to a third party.

Case law has also made clear that, in the case where the parents entrust the child to a third (also a teacher), they are not freed from the strict liability for damage caused by the unlawful act committed by his son.

The custody of the child to a third party, in fact, raises the parent from strict liability for failure supervision (which falls on the person to whom is entrusted), but not the same for education imparted, from which it will have to break free in the manner above indicated.

The test release

Parents or teachers can be released from this presumption of guilt?

Sure, but must demonstrate that he could not prevent the fact , that is:

  1. He has given to the child ‘ education  adequate, “sufficient to set a proper social life in relation to his environment, his habits and his personality” (Cass. Civ., Sec. III, 22 April 2009, n. 9556) ;
  2. exercising on them an appropriate supervision age seeking to avoid manifestations of indiscipline, negligence or irresponsibility in activities likely to cause damage to third parties (such as traffic).

IN SUMMARY

L ‘ art. 2048 of the Civil Code makes the responsibility of parents and teachers a presumption of liability  for unlawful acts committed by their children with them cohabiting or – in the case of teachers – the students under their supervision.

This presumption of guilt is found in violation of education or supervision duties prescribed by art. 147 cc, which may be extracted from the mode with which occurs the tort. In fact, they can reveal the degree of maturity and education of the boy, resulting from the failure to perform the duties incumbent on parents .

To get rid of such a presumption of responsibility, parents or teachers must demonstrate that he could not prevent the fact , that is:

  1. He has given to the child ‘ appropriate education ;
  2. exercising on them an appropriate supervision age.

The study Lawyer Marco Coscia offers legal advice and assistance to all those who believe they have suffered damage caused by a minor, as well as parents and teachers held to account unlawful act committed or suffered by their children or students.

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